Sicurezza informatica
Sicurezza informatica per chi non ha un reparto IT
Mettere in sicurezza quello che avete già: accessi, backup, aggiornamenti e le abitudini di chi lavora. Senza vendervi paura.
La sicurezza quando non c’è un reparto IT
La sicurezza informatica viene raccontata con scenari da film, e intanto le aziende italiane si fermano per tre cose banali: una password riusata ovunque, un backup che nessuno ha mai provato a ripristinare, un server con aggiornamenti fermi da due anni.
Il problema non è la mancanza di strumenti costosi. È che nessuno ha il compito esplicito di controllare che le cose semplici siano fatte, e di accorgersene quando smettono di esserlo.
Da dove entrano, in pratica
Gli attacchi che colpiscono le aziende piccole non sono mirati: passano dalle porte lasciate aperte, e sono quasi sempre le stesse tre.
01
La posta
Una fattura vera con l’IBAN cambiato, un allegato che chiede di abilitare le macro. Il filtro tecnico aiuta, ma la difesa che regge è che qualcuno sappia cosa guardare.
02
Le password riusate
La stessa password del gestionale usata anni fa su un sito che poi ha subito una fuga di dati. Da lì si entra senza forzare niente: le credenziali sono corrette.
03
Quello che non è stato aggiornato
Un servizio esposto con una vulnerabilità nota da mesi. Non serve un attaccante bravo: bastano le scansioni automatiche che passano su tutti gli indirizzi.
Nessuna delle tre si chiude comprando un prodotto. Si chiudono con accessi ordinati, aggiornamenti fatti e backup che qualcuno ha provato a ripristinare.
Cosa comprende
Backup che vengono ripristinati per prova
Un backup non verificato non è un backup: è una speranza. Li configuriamo e poi proviamo periodicamente il ripristino, perché è l’unico modo per sapere che funziona.
Gestione degli accessi
Chi entra dove, con quali permessi, e cosa succede quando una persona lascia l’azienda. Autenticazione a due fattori dove serve davvero.
Aggiornamenti e hardening dei server
Patch applicate con un calendario, servizi non necessari spenti, superficie esposta ridotta al minimo. È la manutenzione che evita la maggior parte dei guai.
Protezione della posta
SPF, DKIM e DMARC configurati come si deve: è ciò che impedisce che qualcuno scriva ai vostri clienti fingendosi voi.
Formazione delle persone
Metà degli incidenti passa da un clic. Mezz’ora spesa a mostrare al personale come riconoscere un tentativo di phishing rende più di molti prodotti.
Valutazione di quello che avete
Prima di proporre qualcosa guardiamo com’è messa l’infrastruttura oggi, e vi diciamo cosa è urgente, cosa può aspettare e cosa non serve.
Come lavoriamo sulla sicurezza
Si parte da una ricognizione: cosa è esposto su internet, dove stanno i dati, chi ha accesso a cosa, com’è messa la posta. Serve a capire la situazione reale, non quella che risulta dai documenti.
Poi si mette in ordine per priorità: prima quello che può fermare l’azienda domani, poi il resto. Non serve fare tutto subito, serve sapere in che ordine.
Infine il presidio: gli aggiornamenti e i controlli non sono un progetto che finisce, sono un’attività che continua. È la parte che di solito manca.
Strumenti che usiamo
Lo stack si decide sul progetto, non a priori: queste sono le tecnologie con cui lavoriamo di più, non un catalogo chiuso.
- Linux
- Nginx
- Cloudflare
- Zabbix
- Backup automatizzati
Domande frequenti
Serve anche a un’azienda piccola?
Sì. Anche una piccola azienda gestisce email, credenziali, documenti, dati personali e sistemi indispensabili per lavorare. La protezione deve essere proporzionata ai rischi e può partire da misure concrete come aggiornamenti, backup verificati, autenticazione multifattore, controllo degli accessi e formazione del personale.
Effettuate penetration test e vulnerability assessment?
Sì. Possiamo eseguire analisi delle vulnerabilità e organizzare penetration test autorizzati su reti, sistemi e applicazioni. Prima delle verifiche definiamo obiettivi, perimetro e modalità operative. Al termine forniamo un report con vulnerabilità rilevate, livello di rischio e priorità degli interventi correttivi.
Gli interventi di cybersecurity rendono l’azienda conforme a NIS2 e GDPR?
Non automaticamente. Gli interventi tecnici contribuiscono alla conformità, ma NIS2 e GDPR richiedono anche valutazione dei rischi, procedure, responsabilità, formazione e gestione degli incidenti. 2Bee Innovation può occuparsi degli aspetti tecnologici e collaborare con il DPO o con i consulenti dell’azienda, senza promettere una conformità basata su un singolo intervento.
Quanto costa mettersi in ordine
Dipende da quanti sistemi ci sono da presidiare e da quanto è messa male la situazione di partenza. La ricognizione iniziale ha un costo definito e vi resta comunque, anche se poi non proseguite con noi.
Mezz’ora per capire dove siete scoperti
Non vendiamo allarmismo: guardiamo accessi, backup e posta, e vi diciamo cosa sistemare per primo. Spesso le tre cose che contano si fanno in una settimana.
Nessun impegno iniziale.